Spiriti Liberi

Il Tutto attorno a noi


Nuove meraviglie nascoste

Mi addentro in un mondo che sembra a sé stante, incastonato tra prati, boschi e coltivi collinari, un microcosmo difficile da incasellare o accomunare ad altro, un ambiente affascinante e dall’atmosfera per certi versi… inquietante.

Nell’arco di pochi passi il terreno cambia completamente, ecco che si fa buio, la temperatura scende, l’umidità aumenta e cominciano a comparire, come immagini surreali, bastioni ritti o inclinati, canyon, voragini e stretti antri disposti senza una logica apparente e infittiti da piante strane, alberi imponenti vertiginosamente slanciati verso l’alto, radici e lunghi tralci che stringono e ammantano tutto con forza.

(Ecco a voi) Le Spurghe di Sant’Urbano.

Una zona non solo ricca di diversità biologica e suggestioni sensoriali ma anche di Storia.

Una serie di arenarie appoggiate su strati tufaceo-argillosi, lentissimamente scivolate verso valle, fratturandosi e scorrendo sul basamento calcareo che le sorregge da millenni, hanno dato origine ad un’incredibile morfologia e ad un’ecosistema tutto suo.

Io e un gruppetto di impavidi geologi le attraversiamo con la dovuta accortezza (immancabile il caschetto) guidati da chi in questi stretti e a volte invisibili passaggi si aggira come fossero le sue tasche, angoli apparentemente inospitali che nel tempo si sono rivelati rifugio, spesso salvezza e ora più rilassato godere di una natura che ancora si (e ci) protegge.

Un’altra “casa” per l’uomo sulla Terra; un altro meraviglioso ed emozionante viaggio alla sua scoperta!

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Sito comune di Montecchio Maggiore

 

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A passeggio tra favolosi vulcani spenti!

La Colombara di Bastia, con la sua torre appariscente, fa da sfondo alla partenza di questa camminata tra gli antichi vulcani spenti dei colli Euganei, toccando le valli Tofane e il Monte Spinazzola di Rovolon.

La manifestazione è stata organizzata da varie associazioni, tutte dedite, seppure in modi diversi, alla salvaguardia dell’ambiente, per portare l’attenzione sull’emendamento del consigliere del veneto Berlato che riduce la superficie del Parco alfine, in primis, di contrastare il sovraffollamento dei cinghiali attraverso la pratica venatoria.

Davvero questa è la miglior soluzione? E che cos’altro implica?

Teniamoci informati, e nel frattempo..godiamoci il verde che lentamente si risveglia sotto il gelo delle ultime settimane

😉