Spiriti Liberi

Il Tutto attorno a noi


Rimembranze di viaggi nel Buio

Con i primi tepori primaverili l’entusiasmo di muovermi in più direzioni subisce un’intensa accelerazione, compresa la voglia di infilarmi in qualche antro oscuro a meravigliarmi, cercare con lo sguardo e ricaricarmi. Durante malcapitate giornate di forzata inattività può accadere che il pensiero corra al tempo di esperienze passate e così, dal bagaglio di sensazioni ed emozioni annotate dentro, emerge anche l’eco di parole vergate a caldo, di ritorno da un viaggio al buio…

“Un sogno che diventa realtà!”, scrissero su di lei gli scopritori nel maggio del 1995; “ma è…è la realtà che supera l’immaginazione!”, esclamo con ammirato stupore poco dopo esservi entrata ed averne intravisto le prime, maestose forme…

La Cueva del Rio La Venta, in Chiapas, accompagna in 10 km di calcare sotterraneo il tragitto del Rio omonimo nella sua corsa verso il cielo aperto e svela al suo interno un meraviglioso avvicendarsi di scenari sempre diversi che l’acqua ha disegnato con grazia, violenza, precisione e spietatezza; sculture e architetture che la grotta, dotata di vita propria, ha fatto sue, modificandole e custodendole gelosamente per migliaia di anni, divenendo testimone di molto più che di se stessa.

 E’ il 29 aprile 2012 e il gruppo di 19 persone, tra italiani e costaricensi, che si accinge ad entrare, si è formato nell’ambito della spedizione Chiapas 2012 dell’associazione La Venta , che da molti anni svolge attività di ricerca e documentazione in questa zona.

“Qui comincia un viaggio; e alla fine capirai perché”. In testa al nostro allegro “squadrone”, uno dei suoi primi esploratori, sguardo rivolto a quel mondo che sta per aprirglisi nuovamente davanti agli occhi, mi preannuncia quello che un’indicibile emozione mi stava già suggerendo, con un fremito forse dovuto alla vicinanza di un ambiente dominato da così potenti forze naturali.

Inizia un’avventura…

..che vi auguro di poter immaginare e poi, se volete, di vivere.

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La montagna…aiuta

Che la montagna, il contatto con la natura in generale, facesse bene a più livelli, è una cosa di cui sono sempre stata convinta, ma venerdì scorso ho scoperto che è un dato riconosciuto anche in ambito sanitario; costituisce infatti un vero e proprio approccio terapeutico, oggetto di ricerche e piani di azione mirati ad aumentare il benessere delle persone e/o ad alleviarne i disagi.

In occasione della serata del 10 febbraio scorso che “Equilibero” (https://www.equilibero.org) ha dedicato alle attività svolte e in programma, sono entrata in contatto con una delle associazioni – in questo caso di promozione sociale – che realizza progetti d’intervento basati su questo protocollo.

L’atmosfera che si respira è familiare, come ad un ritrovo tra amici, e tuttavia ho potuto facilmente intuire la cura e la preparazione con cui vengono pensate e fatte le cose.

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