Spiriti Liberi

Il Tutto attorno a noi


I pompieri di montagna

 

IMG-20170420-WA0002

Foto di Daniela Minoggio

Non sapevo esistesse questa categoria di operatori, almeno fino a lunedì di Pasquetta quando nei dintorni del Monte Paglione, in Val Veddasca, io e altre persone ci siamo imbattute in ettari ed ettari di terreno bruciato. Un incendio, scoppiato la vigilia di Pasqua, ha trasformato la sommità e molta parte dei fianchi di questa montagna nella superficie di un vulcano, con grovigli di vegetazione annerita.

Un gruppetto di persone in giacca rossa se ne sta ritto sulla sommità del monte con attrezzature varie, mentre un altro, badili in spalla, scende lungo il nostro sentiero di salita.

“Com’è successo?” – chiediamo – e le risposte non si fanno attendere perché i volontari, lì dalla mattina presto, sono comunque gentili e disponibili a parlare; forse un mozzicone di sigaretta ha innescato tutto…facile, in tanta vegetazione secca da tempo. E la pioggia non sembra prevista per almeno altri 15/20 giorni mentre il vento intenso non ha certo aiutato.

Gli uomini in loco setacciano il terreno per domare eventuali altri focolai che a volte, insidiosamente, attecchiscono alle radici che, come ci raccontano, potrebbero propagare il fuoco sotterraneamente per farlo divampare anche ad un centinaio di metri di distanza. Incredibile!

Anche una piccola brace sfuggita nella cenere in un secchio rovesciato dal vento può portare alle stesse, drammatiche conseguenze… Viene da chiedersi se sappiamo quello che facciamo. Forse dovremmo essere un po’ più presenti ai gesti che compiamo, sapere come incidono su quanto ci circonda. Non guasterebbe a nessuno un po’ di “educazione ambientale” per acquisire quegli accorgimenti a cui per ignoranza, spesso in buona fede, non si fa attenzione ma che in determinate circostanze sono fondamentali.

L’elicottero e il canadair fanno la spola con una perserveranza che ci lascia stupiti ed amirati al tempo stesso: quanto zelo, coraggio e abilità in operazioni così rischiose! Osserviamo un attimo le evoluzioni dell’elicottero che sgancia l’acqua e si avvicina poi al lago per farne nuova scorta, tornare indietro e di nuovo bagnare dove serve.

IMG-20170420-WA0001

Foto di Daniela Minoggio

Tutte le persone che hanno lavorato qui (e a distanza) in questi giorni di festa – penso tra me e me – meriterebbero perlomeno un applauso una volta scese a valle; la mia impressione è non ci si renda conto di quanto sia impegnativo cercare di porre rimedio ad un gesto inconsulto, a meno che non lo si veda con i propri occhi.

Nel marasma di informazioni in cui ci immergiamo quotidianamente ci lasciamo troppo spesso sfuggire il contatto con il presente a livello concreto, tangibile, quando basterebbe il più delle volte osservarsi attorno per imparare e capire come funziona…il tutto attorno a noi.

Mi viene in mente un concetto espresso in varie forme da diversi autori: la vita è un continuo togliere ciò che è in più. Un tirar via per far emergere quello che conta o, come dice Mauro Corona, per vedere quello che c’è.

Altre Info:

http://www.varesenews.it/2017/04/i-nostri-50-volontari-che-hanno-spento-le-fiamme-del-paglione/613967/

https://www.laregione.ch/storia/incendi-nel-gambarogno-e-nella-valle-cannobina/41316